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...mo' me lo segno!

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#15/3 - Sylvia PLATH

L’IMPICCATO

Per le radici dei capelli mi afferrò un qualche dio.
Sfrigolai nei suoi volt azzurrini come un profeta nel deserto.

Le notti sparirono di scatto come palpebra di lucertola:
un mondo di giorni bianchi e nudi in un’orbita senz’ombra.

Una noia d’avvoltoio mi affissò in questo tronco.
Se lui fosse me, farebbe ciò che feci.

27 giugno 1960

[da Opere, a cura di Anna Ravano, Milano: Mondadori, 2002].

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November 2, 2009
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#15/2 - Sylvia PLATH

DUE INNAMORATI E UN VAGABONDO
presso il mare vero

Fredda e definitiva, la fantasia
chiude la sua dimora estiva favolosa, mette le imposte
alle vedute azzurre; la nostra bella vacanza
scema nella clessidra.

I pensieri che trovarono un intrico di capelli di sirena
nel ritirarsi verde della marea
ora ripiegano le ali come pipistrelli e scompaiono
nella soffitta del cranio.

Noi non siamo ciò che potremmo essere; ciò che siamo
mette fuori legge ogni estrapolazione
al di là dell’intervallo dell’adesso e del qui:
le balene bianche se ne sono andate con il bianco oceano.

Un vagabondo solitario sulla spiaggia, accovacciato tra i relitti
di caleidoscopiche conchiglie,
con uno stecco fruga in una venere infranta
sotto una tenda di gabbiani irridenti.

Il mare non trasforma l’osso affondato
che ridacchia nel risucchio dell’onda,
la mente come un’ostrica lavora,
ma un granello di sabbia è tutto ciò che abbiamo.

L’acqua scorrerà sempre come deve; il vero sole
scrupolosamente sorgerà e calerà;
nessun omino vive sulla luna esigente
e così è, così è, così è.

[da Opere, a cura di Anna Ravano, Milano: Mondadori, 2002].

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November 2, 2009
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#15/1 - Sylvia PLATH

CONDANNA D’ESULI

Dalle magioni del nostro colossale
sonno torniamo a casa per trovare
un’eccelsa città di catacombe
erette lungo i passaggi della mente.

I verdi viali un tempo amati adesso sono
affollati di pericoli infernali;
canti di serafini e violini sono muti,
l’orologio rintocca morti ignote.

A ritroso viaggiammo per riavere il giorno
che precedette la nostra icarea caduta;
nulla troviamo se non negletti altari
ed empi motti scarabocchiati sul sole.

Pure, cerchiamo caparbi una risposta
al rompicapo della nostra razza.

16 aprile 1954

[da Opere, a cura di Anna Ravano, Milano: Mondadori, 2002].

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November 1, 2009