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#9/3 - Liliana UGOLINI



LA VALCHIRIA VECCHIA

Figlia di Odino unica fra le sorelle 
in gioventù d’alata voglia e metamorfosi
scorsi campi di battaglia su cavalli volanti
(corvi in verità) a scorgere tra corpi martoriati
gli eroi da condurre al Valhalla
e fui “colei che sceglie fra i trucidati”.
Conobbi a specchio l’immortalità crettata
ed ora invecchio. Come una punta fitta
tra quei corpi giovani e putridi volando,
conobbi la pietà che fu mia colpa.
Il dono per gli Eroi era il banchetto di Wotan
dopo lo strazio della perdita che non colmava
per me la vita persa. Come Erinni sorvolando
in corvi e lupi, sognavo campi alacri

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6 mesi fa

Novembre 8, 2011
link #9/2 - Liliana UGOLINI (con lo scrivente)

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La Biblioteca di Reb Stein, XXV 

6 mesi fa

Novembre 6, 2011
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#9/1 - Liliana UGOLINI


L’OSPITE

Entrato per caso tra i vivi,
il mondo già fatto,
le regole scritte,
le leggi già dette, da tempo.
Limpido parla l’essere nuovo.
Dolce colpisce nel muro dei simili
che un suono distorto gli rende.
Come pilastri fissati, innumerevoli
menti lo aggirano.
Il suo pensare nasconde ed ascolta:
sfaccettature di sentimenti
plasmati ad opere degne,
cozzano in spigoli nuovi, da sempre.
Chiusi rintronano muri con muri
e sfociano in rivoli d’odio.
Cammina attonito l’essere nuovo
in dedali ottusi e, dell’umano
costrutto, d’essere ospite accetta.
Cauto si muove aggirando quel muro,
stupito sosta di fronte a una pietra.
Lieve lo spigolo acuto accarezza,
curioso guarda il passaggio
d’una fiumana… Essere nuovo tra simili,
perfetto ospite, per l’arco di vita
del globo assurdo, troppo dolore
ha compreso, per essere un uomo.

[dalla silloge autoprodotta Il punto (1980), oggi in parte presente nell’antologica a cura di Sandro Gros-Pietro, Liliana Ugolini. Poesia teatro e raffigurazione del mondo, Torino 2005].

3 anni fa

Novembre 2, 2008