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#16/2 - Kostantinos KAPABHĒS

LA CITTÀ

Hai detto: io andrò per un’altra terra, io andrò per un altro mare.
Si troverà sicuramente un’altra città, migliore di questa.
Ogni sforzo che faccio è condannato in anticipo;
e il mio cuore - come un morto - ci si trova seppellito.
Fino a quando nel mio spirito durerà questo marasma?
Dovunque si girino i miei occhi, dovunque posi il mio sguardo,
io vedo profilarsi le nere macerie della mia vita
di cui dopo tanti anni non ho fatto che rovine e disordini.

Tu non troverai altri luoghi, tu non troverai altri mari.
La città ti seguirà dappertutto. Tu ti trascinerai
nelle stesse strade. E invecchierai negli stessi quartieri;
è in queste stesse case che i tuoi capelli imbianchiranno.
Sempre tu tornerai in questa città. E d’altronde - non contarci -
per te non ci sono né strade né navi.
Nessuna altra vita; rovinandola qui,
in questo angolo sperduto, tu l’hai pasticciata su tutta la terra.

[da Poesie, trad. di Giuseppe D’Ambrosio Angelillo, Milano: Acquaviva, 2005]

1 anno fa

Febbraio 26, 2011
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#16/1 - Kostantinos KABAPHĒS

UN VECCHIO

Nel frastuono del caffè, là sul fondo,
un vecchio seduto curvo sul tavolino,
senza compagnia, con un giornale davanti.

E nella afflizione della spregiata vecchiaia
ripensa alla poca vita goduta
quando c’era nerbo, bellezza, eloquio.

Sa di essere tanto vecchio: lo sente, lo vede.
Eppure il tempo della giovinezza
sembra ieri. Che spazio breve, che spazio effimero.

Ripensa agli inganni della Saggezza,
alla fiducia sempre riposta - che pazzo! -
alla bugiarda che gli diceva: “Domani. Hai tanto tempo”.

Quanti slanci frenati - ricorda -, quanta
felicità sacrificata. Ogni occasione perduta
dileggia ora l’insensata prudenza.

…Ma l’intensità del pensiero e del ricordo
ha stordito il vecchio. Si assopisce
curvato sul tavolino del caffè.

[da 44 poesie, a cura di Tino Sangiglio, Spinea VE: Edizioni del Leone, 1993]

2 anni fa

Novembre 2, 2009