#13/3 - Anna VENTURA
LO SPLENDORE
È un giorno troppo bello
per uscire. Ci vorrebbero
la forza del confronto,
l’ardore della sfida, la certezza
di essere vincenti. Chi
non ha questi privilegi
se ne resta a casa: rimane lì,
seduto sulla sedia.
Ma l’attesa non è senza speranza:
la luce entra attraverso la vetrata,
accende il disegno sul tappeto,
sfiora l’orlo sottile della tazza, dove
qualcosa di caldo emana
un tenue vapore, una spirale sottile
che sale verso il lampadario: la stessa
che emana dal fumo della sigaretta
- gli aromi si confondono -. Il libro
è aperto in quella pagina, fermo
a quelle parole - lo segna un vecchio fiore -.
Non importa, il fuori;
qui dentro è entrato un incantesimo.
Basta chiamarlo:
lo splendore viene.
[da Non suoni, ma rumori, Montemerlo PD: Venilia, 2009].