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...mo' me lo segno!

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#8/2 - Alessandra PAGANARDI

DISMISURA

È andata persa la misura
la razione paziente dell’amore.
I passi che s’incurvano al cantiere
dopo la strada del malto vecchio.

C’è un tram pari là fuori
e la via si fa campo, basilica,
parrocchia di granturco per la liturgia
d’estate fra i ragazzi all’oratorio.

Certo la città cambierà ancora
e ce ne accorgeremo a cose fatte.
l’albergo, un tempo casa d’appuntamenti,
è pienissimo a marzo per le fiere.

Si capisce sempre tutto dopo
e non si piange mai -
se non quando nessuno
ormai ci aspetta più.


[da Ospite che verrai, Novi Ligure, Joker Edizioni, 2007²]

1 year ago

March 16, 2008
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#8/1 - Alessandra PAGANARDI

POTEVAMO DIRE L’ASSENZA

Potevamo dire l’assenza
del ragno nel cunicolo,
la bara d’aria del macaone,
il rammendo ammiccante della forbice
sui filari saccheggiati

potevamo dire
l’aria molle del porto
il granello sciolto nella risacca
l’impronta dello scoglio sulla nube

siamo stati la traccia inamovibile
del rigo sul foglio
il rattrappirsi vano della neve
divelta dalla pala nel cortile

il semaforo non dissolve
spezza in due la risposta del colore -
non è danza lo scatto del burattino
non è respiro la molla franta in volo

qui lo sguardo si ferma:
essere fiore e pietra
fuori tempo -
maldestramente amare.


[da Ospite che verrai, Novi Ligure, Joker Edizioni, 2007²]

1 year ago

March 16, 2008