#65/1 - Giovanna BEMPORAD
L’OSSESSIONE
Se all’indulgente luce meridiana
la mia stanchezza espongo, se il mio capo
sonoro d’inni appoggio alla carezza
di un vento blando, abbattuta su questo
tavolo d’osteria, nel cerchio d’ombra
di un largo ippocastano, quale odioso
demone in me risveglia l’ossessione
che il mio viso riflesso nel boccale
fa tremare, e il suo liquido compagno?
Guardo gelarsi le più calde stille
di gioventù nei miei occhi di smalto,
guardo con gli occhi appostati nell’ombra
della follia seccarsi le più ricche
stille di gioia sul mio viso arato
dal tuo piede d’avorio, arida morte.
[da Esercizi vecchi e nuovi, Roma: Luca Sossella, 2011, p. 92]