(a cura di Giancarlo Locarno)
Si appaia come stupidi e in questo stato si portino a termine i propri giorni.
(Bai Yuchan)
Da millenni la società cinese insegue come per un destino la realizzazione del confucianesimo: l’uomo è naturalmente buono e il suo senso è concretizzato nella collaborazione per il bene e lo sviluppo della società, il proprio posto nella comunità ha un valore etico assoluto, che si manifesta come rispetto per la gerarchia.
I poeti cinesi invece volgono lo sguardo dall’altra parte, sono asociali, rincorrono il lato oscuro del Dao, ricercano l’accordo non con la gerarchia dello stato ma con l’equilibrio che si ottiene abbandonandosi alle forze cosmiche della natura.
#81 - Luigi Di Ruscio (via Poetarum Silva) -
82.
venni accusato
che la gente non veniva più al sodalizio
per colpa mia
essendo rimasto un comunista che urla
crederanno anche che sia ancora munito
di piattole canine
con una poesia imperterrita
aggrappata all’ultima speranza
#80 - Czesław MIŁOSZ (via Imperfetta Ellisse) -
È difficile comprendere da dove venga quest’orgoglio dei poeti,
se sovente si vergognano che appaia la loro debolezza.
#79 - Massimiliano DAMAGGIO (via LPELS) -
Lungo il tempo
(dove affogano i delicati)
la poesia
sboccia in piccoli fiori
stitici
e innocui.
Tuttavia insiste.
Possibilmente
un giorno più scuro del solito
la poesia salverà anche me
me
che guardo
le lunghe colonne d’infelici
impegnati a salire le scale
senza scalini
del centro commerciale.
Era risaputo ai circoli eccentrici
che ti piacesse non essere.
Si vociferava nelle sale, tra i tavoli
e i ritratti dei nobili appesi alle
pareti tinta mirto. Si consultavano
Sir John Brooke e Henry John Temple
nella stanza 23, ed era un calcolo
strategico la liberazione. Lei la riteneva
la migliore delle Gallery che, con cura,
tu evitavi. C’era inoltre il piacere
del riassunto, di vedervi la posatura
della gloria in ogni stringa e giubba
e ruga, dove ti nascevano domande
e angosce sulle prospettive che avanzavano
dalle retrovie della storia.
Era questo il docile muoversi ad elastico
come le cose che sanno del giallo
di una giostra a cavalli, quando oggi
ti soffermi. E poi ti giri.
[da Minimi esodi ad Albion Road, 2011, qui]
J’ai seul la clef de cette parade sauvage — (Arthur Rimbaud, Illuminations)
NEL CUORE UMANO
Non ammirare, se in un cuor non basso,
cui tu rivolga a prova, un pungiglione
senti improvviso: c’è sott’ogni sasso
lo scorpïone.
Non ammirare, se in un cuor concesso
al male, senti a quando a quando un grido
buono, un palpito santo: ogni cipresso
porta il suo nido.
(da Myricae)
dalle lettere inedite di Antonio Tabucchi a Paolo di Paolo, su Repubblicadel 1/4/12
(#notetoself)
#76 - Carlos DRUMMOND DE ANDRADE -
Então, desanimamos. Adeus, tudo!
A mala pronta, o corpo desprendido,
resta a alegria de estar só, e mudo.
(l’ultima strofa, invece, è citata da Tabucchi in un taccuino inedito, oggi su Repubblica)
#75 - Pier Massimo FORNI
(via Caponnetto - Poesiaperta)
(incipit da sottoscrivere, e non solo)