Le qualità (inediti da una raccolta in uscita) via rebstein.wordpress.com
Luglio 2011
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VERSO NORD
Proprio qui da Vicenza dove è la clinica dei matti
nella quale mi riposo come un vecchio già da giovane
e la parola mare non suona più come parola familiare
ma solo come distanza dai nomi portati tutti falsamente
si vede meglio come la retrovia della vita
abbia ancora bisogno di un colpo di sole
che la consegni alla pace senza tanta ripugnanza
come nel silenzio delle Prealpi in lontananza
si riascoltano i morti, ora nudi ora vestiti,
a seconda del bel tempo e del vento stizzito
o del ricordo in cui manca sempre o spesso
il respiro, una devianza, un freno della mente
che lo renda preciso e incostante.
[in L’area di Broca, n. 92-93, Firenze, 2010-11, p.10]
TUTTO CI CADE ADDOSSO
Da quando te ne sei andata, non riesco più a lasciare
i tuoi libri, come fossero orfani bisognosi d’affetto.
Li cullo con il ritmo dei passi nella grande borsa di stoffa
che mi portasti dalla tua Argentina. Ora che da sola
li leggo, senza il calore delle tue mani sulle mie spalle,
mi sembrano più duri e disperati e so fino a che punto
scendesti nel cuore scuro della vita, nella sua più intima
e necessaria ferocia. È vero, Alejandra. Tutto
ci cade addosso senza pietà, perfino la bellezza.
Ti ricordi quando, camminando sul ciglio di un sentiero
in un giorno tiedpido di giugno, vedemmo un uomo
morto, tutto insanguinato, giacere dentro un fosso?
Intorno gli fiorivano lucide calendule. E tra l’erba alta
del trifoglio che gli carezzava le gote, quattro passeri
becchettavano quieti dei semi portati là dal vento.
Come tremammo forte, guardando affascinate
mischiarsi insieme così, senza rimorso, il lutto e la vita.
[da Sempre di te amorosa, raccolta inedita, su “Poesia” n. 261, Giugno 2011, p. 73]
LA ROSA PALLIDA DEL VOLTO
Vicina al tuo fiume ti adagiarono,
con il viso rivolto alle acque scorrenti
tra sassi scivolosi di muschio dove
la luce lanciava saette di rame e l’aria
chiaroscurava tra il fresco del fogliame.
Là sotto tu sentisti le radici della cicoria
attorcigliarsi ai piedi e i bulbi dei narcisi
selvatici crescere tra le nocche delle dita
e poco a poco tutto il tuo corpo bianco
aprì fessure per essere invaso dalla terra
e celebrare le nozze di umori e mucose
fino a un fermento fecondo
di fiori bianchi e di agrumi dorati
dove si posavano di giorno insetti ronzanti.
Finché gli ultimi quanti dell’anima,
trasvolando nei cieli, ti accordarono
la leggerezza del nulla. Ma talvolta,
nelle notti d’agosto, la luna che si colma
mi porta la rosa pallida del tuo volto
come una folgorante stupefazione dell’altrove.
[da Sempre di te amorosa, raccolta inedita, su “Poesia” n. 261, Giugno 2011, pp. 71-72]
MELOGO/ LA FELICITÀ
Lasciate perdere la felicità, forse la parola più sfuggente
del linguaggio. Accettate la vostra parte
di tormento, quotidiana scontentezza,
manie e rabbie familiari, le stanche
dell’amicizia, il malumore del corpo, il non capire un’acca
di tutta quanta la faccenda:
l’epicedio generale sin dall’inizio dell’episodio umano.
L’infelicità è il nostro plasma. Considerate
per esempio quanto vi sentite più a vostro agio, perfino ci
[sguazzate,
nei canti tristi di Melpomene. Considerate la penuria
di gioiosa emanazione e ditemi se ho torto.
Forse soltanto allora Felicità si concederà.
Quando la smetteremo di correr dietro alla sottana di Felicia
questa divinità comincerà a sentirsi ignorata, esclusa,
ci darà una pacca sulla spalla per dirci: “Vi ricordate di me?”.
[da The Greek Anthology Book XVII, in uscita a fine 2011 per Carcanet Oxford Poets. Questa traduzione di Antonello Borra è su ”Poesia” n. 261, Giugno 2011, pp. 33-34.]
THE UNCERTAINTY OF THE POET
(The Tate Gallery announced that it had paid £ 1 million for a Giorgio De Chirico Masterpiece, The Uncertainty of the Poet. It depicts a torso and a bunch of bananas. - Guardian, 2 April 1985)
I am a poet.
I am very fond of bananas.
I am bananas.
I am very fond of a poet.
I am a poet of bananas.
I am very fond.
A fond poet of ‘I am, I am’ -
Very bananas.
Fond of ‘Am I bananas,
Am I?’ - a very poet.
Bananas of a poet!
Am I fond? Am I very?
Poet bananas! I am.
I am fond of a ‘very’.
I am of very fond bananas.
Am I a poet?
[from Serious Concerns, 1992]