Novembre 2009
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#23 - Tomaso KEMENY
L’ETERNITÀ
L’ eternità è un concetto cupo brutta copia dell’attimo che ancora ci separa; se il nostro respiro ostenta il sorgere della piena luce in pieno giorno, il tuo corpo senza fondo arresta le mie mille vite slabbrate che scorrono in te verso l’eclisse totale del mondo.
[da Vernice, anno X n. 26, Torino: Genesi Editrice, 2004]
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#22 - William SHAKESPEARE
SONNET LXVI (esercizio di traduzione)
Tired with all these, for restful death I cry, As to behold desert a beggar born, And needy nothing trimm’d in jollity, And purest faith unhappily forsworn, And gilded honour shamefully misplaced, And maiden virtue rudely strumpeted, And right perfection wrongfully disgraced, And strength by limping sway disablèd, And art made tongue-tied by...
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#20 - Luigi SOCCI
CONSIGLI DI LETTURA
Leggi con gli occhi in orbita filamentosi acquosi. Leggi perché sei quello che sa farlo (chi scrive è l’altro), leggi perché non è il momento di saper far di conto. Leggi le scritte piccole, le clausole capestro-vessatorie ad alta voce a chiare lettere minatorie. Leggi senza usare il leggio dal libro della memoria come faccio io. Leggi le barre dei codici a barre. Leggi...
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#19 - Enrico PIERGALLINI
si gravita sul peso dell’orrore colato nei budelli della terra e dove non esiste il tempo smuore il pianto di tutte le galassie ma le ceneri dei mondi sbriciolati si versano in un punto a mulinelli e nel gorgo ribollono le stelle a grappoli rinasce l’universo
[da Calpestare l’oblio. Trenta poeti italiani contro la minaccia incostituzionale, La Gru 2009 (link)]
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#18 - Massimo GEZZI
LA MEMORIA DI UNA TERRA
Questa terra è pesante di memoria: dai palazzi della costa si contano i chiari profili dei colli, verso ovest, e gli anni che scorrono non cambiano paesaggio, la retina rimane affaticata dalla luce o dal mezzo cono d’ombra osservati da sempre - cambiano a stagione le voci degli uccelli; ad anni le luci che rischiarano la conca semibuia tra casa e lungomare, corridoio...
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Poesia, solitudine e readings. Alessandro Polcri... →
«Now art should never try to be popular. The public should try to make itself artistic». (Oscar WILDE, The soul of man, in The complete works of Oscar Wilde, vol. IV, edited by Josephine M. Guy, New York: Oxford University Press Inc., 2007, pag. 248).
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Intermezzo - Alda MERINI
Mi chiedono spesso quanto rende la poesia. In denaro credo proprio che non mi renda nulla, ma a livello fisico mi tiene in forma l’intestino. Questa assurda parentela, lungi dal commuovermi, mi fa arrabbiare… Chi intende individuare un che di perverso nella costruzione della poesia sbaglia. È invece da individuarsi un tessuto umano altamente tragico che ha fatalmente deviato il corso...
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#17/1 - Jack KEROUAC
16. Importante è l’attesa, non l’agio con cui aspettiamo. L’uomo paleolitico aspettava in caverne di comprendere la propria esistenza, e cacciava; i moderni aspettano in abbellite dimore cercando di dimenticare morte e vita. Noi aspettiamo di comprendere che questa è la dorata eternità.
[da La scrittura dell’eternità dorata, trad. di Massimo Bocchiola, Milano: Mondadori,...
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#16/1 - Kostantinos KABAPHĒS
UN VECCHIO
Nel frastuono del caffè, là sul fondo, un vecchio seduto curvo sul tavolino, senza compagnia, con un giornale davanti. E nella afflizione della spregiata vecchiaia ripensa alla poca vita goduta quando c’era nerbo, bellezza, eloquio. Sa di essere tanto vecchio: lo sente, lo vede. Eppure il tempo della giovinezza sembra ieri. Che spazio breve, che spazio effimero. Ripensa agli...
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#15/3 - Sylvia PLATH
L’IMPICCATO
Per le radici dei capelli mi afferrò un qualche dio. Sfrigolai nei suoi volt azzurrini come un profeta nel deserto. Le notti sparirono di scatto come palpebra di lucertola: un mondo di giorni bianchi e nudi in un’orbita senz’ombra. Una noia d’avvoltoio mi affissò in questo tronco. Se lui fosse me, farebbe ciò che feci.
27 giugno 1960
[da Opere, a cura di...
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#15/2 - Sylvia PLATH
DUE INNAMORATI E UN VAGABONDO presso il mare vero
Fredda e definitiva, la fantasia chiude la sua dimora estiva favolosa, mette le imposte alle vedute azzurre; la nostra bella vacanza scema nella clessidra. I pensieri che trovarono un intrico di capelli di sirena nel ritirarsi verde della marea ora ripiegano le ali come pipistrelli e scompaiono nella soffitta del cranio. Noi non siamo ciò che...
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#15/1 - Sylvia PLATH
CONDANNA D’ESULI
Dalle magioni del nostro colossale sonno torniamo a casa per trovare un’eccelsa città di catacombe erette lungo i passaggi della mente. I verdi viali un tempo amati adesso sono affollati di pericoli infernali; canti di serafini e violini sono muti, l’orologio rintocca morti ignote. A ritroso viaggiammo per riavere il giorno che precedette la nostra icarea...