Dicembre 2007
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“il sapere non è che una grafia / con cui ciascuno nasconde ciò che sa.”
– Alberto BEVILACQUA [da Il corpo desiderato, Milano 1988, ISBN 8804312262]
Dic 30
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#4/4 - Alberto BEVILACQUA
LA PROROGA guardala al vento polveroso della sera il musetto pensoso la gatta che ciondola dal canale sbranata dal cane assassino, e il rondone le scocca una coda fraterna d’incommensurabile capire: il non finire a tempo con l’altro, il piatire la proroga, è più morte questa mille volte di ciò che è stato [da Il corpo desiderato, Milano 1988, ISBN 8804312262]
Dic 30
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#4/3 - Alberto BEVILACQUA
«che luna smorzante!» m’insinuava mio nonno gran corruttore comico di nipoti, l’anima a pantomima di forme rotonde… «luce che spegne!» ed era bello tutto restando da capire quel dire spiando lei, la bighellona: due ante d’armuà che significa armadio le natiche sui talloni e solo la camicetta per rifinire un tànghero sul prato - «ne ha spenti quella lì di candelotti più del...
Dic 30
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#4/2 - Alberto BEVILACQUA
…Mai lo dirò di te o del tuo tradire, ma dovresti sapere che per l’insetto dopo il molle schianto la colpa degli altri è scoprire una vita nel mentre ch’è morte… [da Il corpo desiderato, Milano 1988, ISBN 8804312262]
Dic 30
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#4/1 - Alberto BEVILACQUA
Si ha appena, di noi, un batticuore nella sera calma per un vento caduto, faccio l’amore con te come fischia innocente un falegname dando di pialla [da Il corpo desiderato, Milano 1988, ISBN 8804312262]
Dic 30
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#3 - Karin BOYE
CERTO CHE FA MALE Certo che fa male, quando i boccioli si rompono perché dovrebbe altrimenti esitare la primavera? Perché tutta la nostra bruciante nostalgia dovrebbe rimanere avvinta nel pallore gelato e amaro? L’involucro fu il bocciolo, tutto l’inverno. Cosa c’è di nuovo che consuma e dirompe? Certo che fa male, quando i boccioli si rompono, male a ciò che cresce e a ciò che...
Dic 28
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#2 - Esther GROTTI
desiderio di mordere fino a che cade il giudizio saltati gli odori copula è routine ma anche avere pochezza di umori il giorno attardato non sa partorire il sesso ti chiedo di non chiedere anche rospo sarà vero cerume di dio vanifica il pianto [cinque poesie da Non amo le idee mangio carne, Novi Ligure 2005, 8875360537]
Dic 25
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“Ma l’immaginazione conserva, in poesia, alcuni superstiti diritti.”
– Giovanni Giudici, note a Fortezza [cfr. #1]
Dic 25
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#1/4 - Giovanni GIUDICI
[sezione] 28 Starsene lì murato quale pena deve dargli Anche se poi come dicono Uno si abitua - Di Lei vorrei fare un romanzo Ben che lo so quanta vi è differenza Tra il raccontarlo e l’esserci - Stringere insieme un senzaterra senzatempo E dove posa gli occhi, che cosa scopre Nelle croste dei muri O quelle trine d’aria, gli umori: Passino a Lei da uno spiraglio queste righe Potessi...
Dic 25
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#1/3 - Giovanni GIUDICI
MA SÌ Ma sì tanti affanni, tanto patire - quando Il breve pugnale Fine porrebbe a ogni male come disse Un altro e chissà Se a me in qualcosa somigliante… Lui lo salvava la gloria della scena E invece io no Mi arrampico sulla ringhiera e subito Cambia la prospettiva del vuoto: Usata via rami d’alberi un tutt’altro Dove il viaggio è orrore dell’ignoto Rientriamo...
Dic 25
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#1/2 - Giovanni GIUDICI
VOCE Voce meninge lì per lacerarti Straparlando invincibile E però ti prevengo scalando io per primo Da opposto lato il muro oltre cui scendo A raccattarti grandine e furore A scongiurarti lacrime oh non siate Alluvione vi supplico - io argine: Tenendola intanto a freno Un attimo in qua dal dolore 11 giugno 1987 [cfr. #1/1]
Dic 25
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#1/1 - Giovanni GIUDICI
RITRATTO (II) Sola fin qui e negletta E poi chissà domani e fino a sempre Ma basta oggi che lui ci sia Al declinar della luce al silente Sfarsi dei corpi e nelle pazze piume Finalmente cercarsi più non è Smarrita senzanome che di sé Narrava l’andar nuda fra la gente - Eh no, come si lascia alla mano che tenera Osa 11-26 Maggio 1987 [da Fortezza, Mondadori 1990, ISBN 8804336080]
Dic 24