Gennaio 2012
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Il silenzio secondo Franco Loi →
dal Domenicale del Il Sole 24Ore, 22 gennaio 2012, p. 33 via sentimentodellospazio (la versione integrale dell’articolo) La disponibilità di silenzio mi sembra sempre più il tassello mancante ai miei sforzi creativi. E quando vado in campagna me ne accorgo con quelle stesse “misurazioni” che opera Loi nel suo scritto.
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#68 - Rachel BLAU DU PLESSIS (via LPELS) →
Draft 52: Midrash è un poemetto in 27 sezioni incluso in Rachel Blau DuPlessis, Drafts 39-57, Pledge, with Draft, Unnumbered: Précis (Salt Publishing, 2004) e in corso di pubblicazione in italiano per i tipi di Vydia in Rachel Blau DuPlessis, Dieci Bozze, cura e traduzione di Renata Morresi.
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#67 - Derek WALCOTT
PRELUDIO Io, a gambe inrociate lungo il giorno, osservo i pugni variegati delle nubi che si assembrano sui tratti rudi di questa mia isola prona. Intanto piroscafi che dividono orizzonti ci rivelano perduti: trovàti solo in opuscoli turistici, dietro fervidi binocoli; trovàti nei riflessi azzurri di occhi che hanno visto le città e qui ci credono felici. Il tempo striscia sul paziente che è...
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#66/2 - Giorgio CAPRONI (nel centenario)
IL MARE COME MATERIALE Allo scultore Mario Ceroli. Scolpire il mare… Le sue musiche… Lunghe, le mobili sue cordigliere crestate di neve… Scolpire - bluastre - le schegge delle sue ire… I frantumi - contro murate o scogliere - delle sue euforie… Filarne il vetro in làmine semiviperine… In taglienti nastri...
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#66/1 - Giorgio CAPRONI (nel centenario)
LA LÀMINA Mi sedetti accanto (tutto accanto) A me. Nel gelo del locale, non c’era altr’anima. Era sera. Era buio. Una làmina affilatissima - quasi acciarina - era la sola superstite testimonianza diurna. Da oltre la tendina battente, si assottigliava a vista d’occhio. La stanza - tra breve - sarebbe rimasta nera. Mi strinsi sempre più accanto...
Dicembre 2011
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#65/2 - Giovanna BEMPORAD
ALLA PRIMAVERA Nelle mie vene, un tempo ebbre di vita, batte con ritmo languido il risveglio di primavera e accende il sentimento in chi non vuole più se non amare la cecità del pianto. Lunga o breve tragica è questa favola che bella sembrava al tempo in cui l’ineluttabile certezza non aveva ancora offeso l’ingenuità dei nostri cuori, illusi di essere eterni. Eppure mi sorprendo...
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#65/1 - Giovanna BEMPORAD
L’OSSESSIONE Se all’indulgente luce meridiana la mia stanchezza espongo, se il mio capo sonoro d’inni appoggio alla carezza di un vento blando, abbattuta su questo tavolo d’osteria, nel cerchio d’ombra di un largo ippocastano, quale odioso demone in me risveglia l’ossessione che il mio viso riflesso nel boccale fa tremare, e il suo liquido compagno? Guardo...
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L’importanza di un’opera poetica contemporanea non dovrebbe basarsi sulla...
– Andrea Inglese su Nazione Indiana
una definizione in perfetta consonanza con ciò che da tempo rimugino, anche se sempre più minoritaria (e le sue sorti reagiscono in me con un malvoluto ma in fondo benvoluto eclettismo).
Novembre 2011
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#65 - Simone CATTANEO (via Blanc de ta nuque) →
Mi sono svegliato di colpo e ho visto le finestre aperte della [camera da letto e un’aria densa e grigia che mi faceva tremare dalla testa ai piedi. La mia ragazza ucraina nuda sul davanzale mi indica il [confondersi senza retorica della luna con il sole...
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#64 - Assunta FINIGUERRA
Ósce, trenda novembre d’u dujemile e ttré scrive stu testamiénde esistenziale a presenze de na trestézza bestiale e na deméneca cchiù longhe de nu mese.
Lasse re ttiérre ca tenghe ngimme a lune e cavadde janghe cu r’asscédde e piede e i giacinde’n fiore nzine a Venere a re mamme de magge da purtuà e figlje
lasse l’utreje mberlate d’a mende a re cecale...
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#9/3 - Liliana UGOLINI
LA VALCHIRIA VECCHIA
Figlia di Odino unica fra le sorelle in gioventù d’alata voglia e metamorfosi scorsi campi di battaglia su cavalli volanti (corvi in verità) a scorgere tra corpi martoriati gli eroi da condurre al Valhalla e fui “colei che sceglie fra i trucidati”. Conobbi a specchio l’immortalità crettata ed ora invecchio. Come una punta fitta tra quei corpi giovani...
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#9/2 - Liliana UGOLINI (con lo scrivente) →
Gli occhi di Prometeo. Stereofonia scriabiniana (2009) La Biblioteca di Reb Stein, XXV
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#63 - Viola AMARELLI (via Imperfetta Ellisse) →
(patrie) Ha cambiato di lingua e di nome e il cielo ha una linea diversa e ci sono colline ma non uno tra i fiori che a mazzi le riempivano i giorni al mercato. Entra in case stracolme di oggetti, li pulisce, stupita vi sia tutto quel ben di dio cui nessuno oramai fa più caso. Le persone le sembrano strane, lamentandosi stanche di rabbia eppure non si scava patate o carbone, né si ammassano in...
Ottobre 2011
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#62 - Anila RESULI (via La dimora del tempo... →
Vlorë (Valona, Albania), 1997, 15 marzo, ore 13:30. Verso il porto.
…via resa strada, la corsa alla gola, fretta che s’apre – respira poi dentro: profonda attecchisce aria nel polmone. non scorgi volti, bocche, denti bianchi, orge di voci. non prendi più fiato. nel vomito d’odori e terra rossa: piccole mani, non chiedi, ma vedi soltanto, ch’è abbastanza per poi dire se essere,...
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#61 - Narda FATTORI (via VDBD) →
Se sapessi qualcosa della bellezza qualcosa che non si disfa che abbia pienezza e il turgore del fiore sbocciato che abbia una cima che fruscia e il mattiniero canto dell’usignolo
se sapessi qualcosa della bellezza impasterei questa mia carne come creta e le darei sostanza eterna e forma che non si disfa attorno alla corsa tonda delle lancette e del dolore che la torce
se sapessi...
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#60 - Andrea ZANZOTTO (via it.cultura.filosofia) →
Retorica su: lo sbandamento, il principio “resistenza” (da La beltà) [non mi esimo dal coccodrillare a causa della smisurata importanza del Costui, che si sobbarcò anche - a propria insaputa ovviamente - di finire in esergo nel mio esordio con un lacerto di questo affresco straordinario… STTL]
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Non si stupisca che io parli così. Sono poeta per natura, perché sono la verità...
– Fernando Pessoa, L’ora del Diavolo (A hora do Diabo), trad. di Roberto Mulinacci
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#59 - Carmen GALLO (via Poetarum Silva) →
“And makes me end where I begun” - Riscrittura a due voci di A Valediction: Forbidding Mourning di John Donne
…profanazione sarebbe raccontare che questo mondo crede ancora in corrispondenze da celebrare nella parata del tout se tient del non è un caso, e non è un caso se il respiro viene meno, e le lacrime non fanno più rumore se è solo tuo l’inizio, e tua la fine delle cose se...
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- …D., mi pare di capire, non è uno sciocco…
- Non è affatto...
– Edgar Allan POE, La lettera rubata (The Purloined Letter), trad. di Barbara Lanati.
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#58 - Dario BELLEZZA (via Cartesensibili) →
Il mare di soggettività sto perlustrando immemore di ogni altra dimensione. Quello che il critico vuole non so dare. Solo oralità invettiva infedeltà codarda petulanza. Eppure oltre il mio io sbudellato alquanto c’è già la resa incostante alla quotidianità. Soffrire umanamente la retorica di tutti i normali giorni delle normali persone. Partire per un viaggio consacrato a tutte le civili...
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#57 - Camillo PENNATI
SILENCE
Silence is composed of various pressures and all the intensity of winds from breeze to gales containing so their drifting volumes with their resounding inflection and pitch within the atmospheric spaciousness that carries the naturalness of each minimal twist becoming huge in shapes and wide in transformations from streaks of larger blue to cloudy regions of overcasting grey into glooming...
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#56 - Piero BIGONGIARI (via Poetarum Silva) →
da La figlia di Babilonia (Parenti, 1942)
Assente dal passato
Porte di spazio perduto e luce di tempo che non tiene, e voi fantasmi al tristemente muto ricordo che non viene.
Un cielo di memoria ha lacrimato sulla piena baldoria, ora è mancato un attimo, e per quello sei entrato trionfatore assente del passato.
O assente per sempre? Dal futuro i fiori sono morti, ormai è seccato nei...
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#55 - Daniele BELLOMI (via Nazione Indiana) →
al lavoro perché belli e proni, e per questo dannati, come dipendenti moderati e umani, plastici, al collaudo, intervenire docili sempre, a non sbagliare montaggio sul quale incatenarsi.
*
al lavoro soltanto arrangiandosi, cercando di non muoversi troppo, di non creare sospetto con pause molto lunghe, farle nascoste, furtive, perché nessuno abbia di che lamentarsi, così che niente ci sia...
Settembre 2011
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Il calzolaio che sulla terra aveva un animo da poeta, qui non sarà costretto a...
– (Mark Twain, Viaggio in Paradiso, III)
Luglio 2011
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#54 - Biagio CEPOLLARO →
Le qualità (inediti da una raccolta in uscita) via rebstein.wordpress.com
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#53 - Stelvio DI SPIGNO
VERSO NORD Proprio qui da Vicenza dove è la clinica dei matti nella quale mi riposo come un vecchio già da giovane e la parola mare non suona più come parola familiare ma solo come distanza dai nomi portati tutti falsamente si vede meglio come la retrovia della vita abbia ancora bisogno di un colpo di sole che la consegni alla pace senza tanta ripugnanza come nel silenzio delle Prealpi in...
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#52/2 - Franca ALAIMO
TUTTO CI CADE ADDOSSO Da quando te ne sei andata, non riesco più a lasciare i tuoi libri, come fossero orfani bisognosi d’affetto. Li cullo con il ritmo dei passi nella grande borsa di stoffa che mi portasti dalla tua Argentina. Ora che da sola li leggo, senza il calore delle tue mani sulle mie spalle, mi sembrano più duri e disperati e so fino a che punto scendesti nel cuore scuro...
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#52/1 - Franca ALAIMO
LA ROSA PALLIDA DEL VOLTO Vicina al tuo fiume ti adagiarono, con il viso rivolto alle acque scorrenti tra sassi scivolosi di muschio dove la luce lanciava saette di rame e l’aria chiaroscurava tra il fresco del fogliame. Là sotto tu sentisti le radici della cicoria attorcigliarsi ai piedi e i bulbi dei narcisi selvatici crescere tra le nocche delle dita e poco a poco tutto il tuo...
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#51 - Greg DELANTY
MELOGO/ LA FELICITÀ Lasciate perdere la felicità, forse la parola più sfuggente del linguaggio. Accettate la vostra parte di tormento, quotidiana scontentezza, manie e rabbie familiari, le stanche dell’amicizia, il malumore del corpo, il non capire un’acca di tutta quanta la faccenda: l’epicedio generale sin dall’inizio dell’episodio umano. L’infelicità...
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#50 - Wendy COPE
THE UNCERTAINTY OF THE POET
(The Tate Gallery announced that it had paid £ 1 million for a Giorgio De Chirico Masterpiece, The Uncertainty of the Poet. It depicts a torso and a bunch of bananas. - Guardian, 2 April 1985)
I am a poet. I am very fond of bananas. I am bananas. I am very fond of a poet. I am a poet of bananas. I am very fond. A fond poet of ‘I am, I am’ - Very...
Giugno 2011
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#49 - Ezra POUND
COMMISSION Go, my songs, to the lonely and unsatisfied, Go also to the nerve-wracked, go to the enslaved-by-convention, Bear to them my contempt for their oppressors, Go as a great wave of cool water, Bear my contempt of oppressors. Speak against unconscious oppression, Speak against the tyranny of the unimaginative, Speak against bonds. Go to the bourgeoise who is dying of her ennuis, Go to the...
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#47/3 - John BERRYMAN
Cupo da giovane, e prese la tonsura; segno, l’incoronazione, brigata, il nome per eufonia ritoccato; s’affacciò nelle corti e fuggì via; rifiutò cattedre, lavorò su un verso per anni; e poi quella geniale concubina. Settanta primavere ha letto, e scritto, e letto. Nel giorno dell’anno in cui i suoi lo trovarono morto ho letto la sua storia. Ho ristudiato la mia. C’era...
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#48 - John ASHBERY
SYRINGA
A Orfeo piaceva la gaia personale qualità delle cose sotto il cielo. Naturalmente, Euridice aveva un ruolo in questo. Poi un giorno tutto cambia. Egli squarcia con lamenti le rocce. Creste e burroni non lo sopportano. Il cielo rabbrividisce da un orizzonte all’altro, quasi disposto ad abbandonare l’interezza. Allora Apollo pacatamente disse: «Lascia tutto sulla terra. ...
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#47/2 - John BERRYMAN
It will seem strange, no more this range on range Of opening hopes and happenings. Strange to be One’s name no longer. Not caught up, not free. Strange, not to wish one’s wishes onward. Strange, The looseness, slopping, time and space estrange. Strangest, and sad as a blind child, not to see Ever you, never to hear you, endlessly Neither you there, nor coming… Heavy...
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#47 - John BERRYMAN
‘If long enough I sit here, she, she’ll pass.’ This fatuous, and suffering-inversion, And Donne-mimetic, O and true assertion Tolls through my hypnagogic mind; alas I hang upon this threshold of plate-glass, Dry and dull eyes, in the same weird excursion As from myself our love-months are, some Persian Or Aztec supersession - the land mass Extruded first from the archaic sea,...
Maggio 2011
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#46 - Michele BRANCALE →
“Trittico della migrazione” (inedito)
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Aprile 2011
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#45 - Nuno JỦDICE
FONS VITÆ
As confidências demoram-se no céu da boca como as nuvens lentas do Outono. Sopro-as, para que o céu se limpe e apenas uma névoa vaga se cole ao que me queres dizer; mas encostas-me os labios ao ouvido e tu, sim, é que me contas que céu é este, e de onde vêm as nuvens que o cobrem. Sentimentos, emocções, paixões, interpõem-se entre cada frase. Nem há outros assuntos quando nos...
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#41/2 - César VALLEJO
ORA INDEBITA
Purezza amata, che i miei occhi mai riuscirono a godere. Purezza assurda! Io so che stavi nella carne un giorno, quando filavo il mio germe di vita. Purezza in gonna neutra di collegio; e latte azzurro dentro il grano tenero nella sera di pioggia, quando l’anima ha rotto il suo pugnale in ritirata; quando ha riempito non so che provetta, senz’altro dentro,...
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#44 - Alessandro CARRERA
BRUCKNER
“Questo intervallo tra la nascita e la morte è qualcosa di pazzesco, un unico disastro che ha nome vita enorme, da quando s’è spento il cerino infinito in quel soffio finale che tutte ci ha strappato via dal cielo.” L’ho sentito, lo dicevano le stelle, sveglio com’ero in una notte d’influenza, avevano orrore di spegnersi senza morire, in pochi anni,...
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#43 - William BLAKE →
la mia traduzione di Auguries Of Innocence
Marzo 2011
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#42 - Veronika DINTINJANA
VRABEC, SKOZ BOLNIŠNIČNO OKNO Videl sem smrt, kako je prisedla na posteljo in si sezula copate. Pritisk mu je padel, obraz je postal bel, ko je legla. Oči prestrašene. Odletel sem ven. Ker nisem imel deleža pri njegovem življenju, je bilo edino prav, da nimam deleža pri njegovi smrti. Čez pol ure sem se vrnil po krušne drobtine, ki so ostale od kosila.
Un passero, attraverso la finestra...
Febbraio 2011
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#16/2 - Kostantinos KAPABHĒS
LA CITTÀ
Hai detto: io andrò per un’altra terra, io andrò per un altro mare. Si troverà sicuramente un’altra città, migliore di questa. Ogni sforzo che faccio è condannato in anticipo; e il mio cuore - come un morto - ci si trova seppellito. Fino a quando nel mio spirito durerà questo marasma? Dovunque si girino i miei occhi, dovunque posi il mio sguardo, io vedo profilarsi le nere...
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#41 - César VALLEJO →
L’anima che soffrì d’essere il suo corpo
traduzione di Giuseppe Scaglione su Nazione Indiana
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#40 - Ingeborg BACHMANN
DIE GROßE FRACHT
Die große Fracht des Sommers ist verladen, die Sonnenbark’ im Hafen liegt bereit, wenn hinter dir die Möwe stürzt und schreit. Die große Fracht des Sommers ist verladen. Die Sonnenbark’ im Hafen liegt bereit, und auf die Lippen der Galionsfiguren tritt unverhüllt das Lächeln der Lemuren. Die Sonnenbark’ im Hafen liegt bereit. Wenn hinter dir die Möwe stürzt...
Gennaio 2011
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#39/6 - Gianfranco PALMERY
UN ALTRO È IO
Se mi svegliassi una mattina con un altro corpo, un’altra faccia - non sarei un altro, sarei quello lì è basta - come sono questo qui che si osserva, sente il tono della sua voce tutti i giorni e accetta per abitudine la convenzione che fa di un’abitudine la sua identità, in se stesso misurandone la stretta; avrei la personale cecità della mia storia, il suo buio...
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#39/5 - Gianfranco PALMERY
Io sono io come uno che siede sulla poltrona di un altro e gli somiglia in peggio senza saperlo - vagamente ne sa la storia: il designato erede, o forse solo l’unico parente rimasto - uno che subentra a ciglia asciutte, estraneo a tutto quello che vede; io sono io che non è, che non sente, e diviso da me ho preso il mio posto, unito all’altro dal nome dell’ente che divide, la...
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#39/4 - Gianfranco PALMERY
Ma chi ti tiene in casa, chi ti ha arrestato e costringe tra queste quattro mura: l’angelo guardiano come una madre agitata che mette il figlio perché niente gli accada sotto chiave? o il diavolo che per ognuno vuol ricreare - è il suo genio - il chiuso dell’inferno? Ma via, dillo, nessuno, e neppure il rifiuto del mondo, il suo orrore minimo e quotidiano: solo un eccesso sperimentale,...
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#39/3 - Gianfranco PALMERY
Tra una poesia e l’altra si distende la prosa dei giorni - il prigioniero andrivieni tra le stanze in sonnolente cerimonie consumato, nello zelo vano del quotidiano: quello che resta fuori dalle poesie, segreto, come mettere il latte a bollire e aperta la credenza disporre per la colazione sul tavolo il pane tagliato nel piatto, il cucchiaio il coltello la tazza per il latte, aprire il...