Intermezzo - Alda MERINI
Mi chiedono spesso quanto rende la poesia. In denaro credo proprio che non mi renda nulla, ma a livello fisico mi tiene in forma l’intestino. Questa assurda parentela, lungi dal commuovermi, mi fa arrabbiare…
Chi intende individuare un che di perverso nella costruzione della poesia sbaglia. È invece da individuarsi un tessuto umano altamente tragico che ha fatalmente deviato il corso della storia individuale. E questo è il tenore storico della mia vita e di tutte le esistenze devianti che trovano il loro riscatto nella parola, quando non la compensazione sul piano della vita onirica e misteriosa dell’inconscio.
Ieri qualcuno mi disse: - I poeti sono dei porci -. Lo stesso affermava il Dottor F. quando sosteneva che, nel caso di concupiscenza a livello di pensiero, la testa diventa un grande organo di autoseduzione, quando non la sede di una sapiente e misteriosa masturbazione.
[Da Delirio amoroso, Genova: Il melangolo, 1993²]